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20 gennaio 2012 -
La caduta dell'imperatore
Accolta con uno scroscio di applausi dal pubblico e dalla critica, recente fierezza della rete via cavo HBO e in generale del piccolo schermo, che ormai con incredibile leggerezza riesce a collaborare con maestri del calibro di Martin Scorsese e Steve Buscemi, Boardwalk Empire ci ha raccontato con i primi 12 episodi l'ascensione del nichilista e oleaginoso padrone di Atlantic City Nucky Thompson, tesoriere della città ai tempi del Proibizionismo. Colluso con la mafia e i politici, che poco si differenziano gli uni dagli altri in questo affresco turgido degli anni ’20, Nucky, la cui immagine ricalca quella storica del criminale e politico Enoch L. Johnson, è un uomo tutto d’un pezzo, cinico negli affari e nella vita e scorbutico con i suoi tirapiedi, ma non per questo antipatico, anzi, perfino divertente. La generosità con la quale elargisce denaro e favori lì dove ogni suo tentacolo è in grado di arrivare o brama di arrivare, il più delle volte sulle cosce calde di una donna soggiogata, lo fa sembrare un divino, ma il suo, in verità, è il fascino amorale di chi si è costruito un impero acquistando consensi e nascondendo mucchi di polvere (traduzione: cadaveri) sotto il tappeto. Un impero le cui assi di legno del boardwalk cominciano a scricchiolare ora che la serie, concepita dall’autore e produttore de I Soprano Terence Winter, torna in prima visione su Sky Cinema 1 con gli episodi della stagione 2, ogni venerdì alle ore 21:10 con un doppio appuntamento.
Se fulminea e feroce fu l’ascesa di Nucky (Buscemi), altrettanto lo sarà la sua caduta, abbandonato e tradito dai suoi uomini, a cominciare dal figlioccio Jimmy (Michael Pitt). Nel finale della scorsa stagione, abbiamo visto il giovane Darmody venire a patti con il padre Commodoro (Dabney Coleman) e lo sceriffo Eli (Shea Whigham), fratello del padrone, per detronizzare Nucky e assumere il controllo della città. Una coalizione molto pericolosa, giacché i tre sono i principali custodi dei segreti del re, ed esattori dei suoi conti. Ma anche una dicotomia incalzante che farà soffrire l’animo già malinconico di questo immigrato irlandese. A tradirlo sarà infatti quella che lui aveva considerato finora la sua vera famiglia, le persone per le quali aveva trascurato ogni altro aspetto importante della sua vita privata, inclusa la sua innamorata Margaret (Kelly Macdonald). Lei, al contrario, gli sarà accanto più di prima in questo momento concitato della sua vita pubblica, assumendo forse definitivamente il portamento che si conviene a una first lady. Come se non bastasse, Nucky si troverà nel mirino dei suoi concorrenti, come Arnold Rothstein (Michael Stuhlbarg) e Al Capone (Stephen Graham), ancora intenzionati a fare la loro parte nel contrabbando di alcolici, mentre l’agente Nelson Van Alden (Michael Shannon), passato al lato oscuro, sembra ormai disposto a tutto per vincere la sua battaglia contro Nucky e i suoi stessi demoni.
La risposta di Thompson al massiccio attacco sarà un “serrate i ranghi” che porterà a conseguenze via via sempre più sconcertanti, fino a un drammatico epilogo. Nuove alleanze nasceranno, tra cui quella con l’Esercito Repubblicano Irlandese, ma accecato dal desiderio di punire i suoi punitori, Nucky non si renderà conto che la rivolta non nasce soltanto dal desiderio dei ribelli di avere una fetta più grande della torta. Il tesoriere, infatti, ha trasformato il suo impero in una dittatura, indossando le vesti del capo arrogante e intransigente, al quale basta poco per voltare le spalle a un amico prima che a un socio d’affari. Nel frattempo, Owen Sleater (Charlie Cox) diventerà il sostituto del non più affidabile Jimmy, mentre Lucy Danziger (la ribelle Paz de la Huerta) svelerà un nuovo lato di se stessa, nonostante i numerosi nudi della prima stagione rendono la sua un’impresa poco credibile già in partenza. La donna, come ci è stato mostrato nel precedente finale, porta in grembo il figlio illegittimo di Van Alden, opportunità che sfrutterà per avere nuovamente la meglio su colei che ha usurpato il potere, Margaret, cercando al tempo stesso di riconquistare la protezione di Nucky.
Premiata come miglior serie drammatica all’edizione 2011 dei Golden Globe Awards, Boardwalk Empire è l’ennesima produzione multimilionaria con la quale HBO riporta in vita con estrema fedeltà un’epoca controversa della nostra storia. Il racconto è cosparso di interpretazioni straordinarie e coraggiose, ma è nelle situazioni corali che la serie tocca vette di assoluta bellezza. Buscemi non possiede la vitalità o l’agilità di James Cagney, ma la sua versione moderna dei numerosi gangster visti sul grande schermo è un successo: ugualmente audace e credibile. Nella seconda stagione, alla quale è stato già annunciato ne seguirà un’altra, il racconto si concederà perfino una sosta nel paese d’origine del protagonista, continuando a bilanciare momenti di vita pubblica, a volte segnati da avvenimenti di atroce crudeltà, con altri più intimi e privati, nei quali le donne saranno sempre meno delle semplici comparse. Stessa cosa per l’infelice-che-colleziona-foto-di-famiglie-felici Richard Harrow (Jack Huston), volto regolare della serie da questa stagione, il quale troverà in Jimmy l’amico, e forse anche il padre, che ha sempre voluto avere accanto, e che credeva di non meritare a causa della mutilazione che lo ha trasformato in un mostro.