Visto che in questo topic si è parlato delle elezioni in America ed è un forum sui tlf non potevo non postare qui quest'articolo.
SERIALit:
20 gennaio 2009 -
Il cambiamento, ora!
Gli Stati Uniti d'America acclamano il loro nuovo Presidente: Barack Obama. Un importante cambiamento per il Paese e per il mondo intero, e in parte anche per l'universo delle serie tv, che fino ad oggi hanno spesso criticato la precedente amministrazione. Ecco come Hollywood ha accompagnato Obama lungo il cammino che lo ha portato alla Casa Bianca, e perché l'arrivo del 44esimo Presidente non rappresenta una novità assoluta per il pubblico della fiction.
Scritto da: Sara Saro
“Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo. Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali”. Il 28 agosto 1963 Martin Luther King, attivista politico da sempre a fianco degli emarginati e delle minoranze etniche, pronuncia questo discorso al Lincoln Memorial di Washington durante la marcia per il lavoro e la libertà. Oggi, 20 gennaio 2009, quasi 46 anni dopo quel discorso, possiamo affermare che il sogno di King si è avverato: per la prima volta dal 4 luglio 1776, giorno in cui gli Stati Uniti proclamarono la propria indipendenza dalla Gran Bretagna, l’America si prepara ad accogliere il suo primo presidente afro-americano, Barack Obama, che proprio oggi presterà giuramento e si insedierà nella Casa Bianca. In questi mesi si è parlato molto del fenomeno Obama, che da semplice senatore dell’Illinois è arrivato a ricoprire la carica più importante del Paese, sconfiggendo prima la rivale interna democratica Hillary Clinton e poi il repubblicano John Mc Cain. Eletto Persona dell’Anno 2008 dalla rivista TIME, Barack Obama ha saputo conquistare non solo gli elettori democratici, ma anche tutte quelle persone indecise su chi votare, ma deluse dagli errori commessi da George Bush durante i suoi due mandati.
Ciò che interessa a noi è analizzare il grande appoggio che Obama ha avuto dallo star system hollywoodiano, focalizzandoci sugli attori seriali che hanno espresso la propria preferenza per il candidato democratico. Tra gli attori che hanno supportato apertamente Obama ci sono Zach Braff (Scrubs), George Clooney (ER), Jennifer Aniston e Courtney Cox (Friends), Rosanna Arquette (A proposito di Brian), Ellen Pompeo e Isaiah Washington (Grey's Anatomy), Will Smith (Willy, il principe di Bel Air), Benjamin Mc Kenzie (OC), Mila Kunis (That '70s Show), Hayden Panettiere (Heroes) e Sophia Bush (One Tree Hill).
Ci sono attori poi che non si sono fermati ad esprimere soltanto la loro preferenza per Obama, ma hanno partecipato attivamente alla campagna in diversi modi. Le star di Gossip Girl Blake Lively e Penn Badgley sono stati i protagonisti di un video in cui esortavano gli adolescenti americani a chiedere ai propri genitori di non votare John Mc Cain, ma di votare Obama per un futuro migliore. Il cantante del gruppo Black Eyed Peas, Will.I.Am è stato l’autore e l’interprete di due canzoni per Barack Obama durante la campagna presidenziale. I video musicali di Yes We Can e We Are The Ones hanno visto la partecipazione di numerosi attori della serialità americana: Kate Walsh (Private Practice), Eric Balfour (24), Adam Rodriguez (CSI: Miami), Enrique Murciano (Senza Traccia), Harold Perrineau (Lost), Bryan Greenberg (October Road), Tatyana Ali e Alfonso Ribeiro (Willy, il principe di Bel Air), John Leguizamo (ER), Regina King (24), Eric Mabius (Ugly Betty), Tichina Arnold (Tutti odiano Chris), Adrienne Palicky (High School Team) e Amaury Nolasco (Prison Break).
Yes We Can - Barack Obama Music Video
Gli attori Ron Howard, Tom Bosley e Henry Winkler rispettivamente Richie Cunningham, Howard Cunningham e Fonzie hanno ripreso i loro panni da anni '50 per sensibilizzare gli americani a votare Obama. Jessica Biel (Settimo Cielo) ha supportato Obama partecipando all’evento Last Chance for Change a Las Vegas insieme al suo fidanzato Justin Timberlake. Sempre Jessica Biel, insieme a Kate Walsh e Taye Diggs, è stata un anno fa al Los Angeles Generation Obama Concert tenutosi al Gibson Amphitheater. Jessica Alba (Dark Angel) ha partecipato alla Convention Democratica insieme a Eva Longoria (Desperate Housewives) e Enrique Murciano (Senza Traccia). Infine Fran Drescher, Francesca Cacace ne La Tata, ha lavorato con Obama per il Gynecologic Cancer Education and Awareness Act, e ha inoltre organizzato una cena per Obama, in cui ogni partecipante ha pagato 2.300 dollari per finanziare la campagna di Obama. Tra gli invitati c’erano, tra gli altri, Jennifer Garner (Alias), Lucy Liu (Ally McBeal) e Isaiah Washington.
Obama ha avuto un appoggio molto importante dal mondo dello spettacolo, ora toccherà a lui non deludere tutti gli elettori americani che l’hanno votato. E se nella realtà il primo presidente afroamericano è arrivato solo ora, nel mondo della fiction americana è ormai quasi una consuetudine affidare ruoli di prestigio alle cosiddette “minoranze etniche”. Nel 2004 West Wing si è ispirato proprio alla figura di Obama per il personaggio di Matthew Santos, un candidato democratico idealista e carismatico che poi vincerà le elezioni presidenziali sconfiggendo un candidato repubblicano simile a John McCain. In Commander in Chief, Una donna alla Casa Bianca, il presidente americano è una donna, interpretata da Geena Davis. Il telefilm, nonostante gli ascolti discreti, è stato chiuso dopo soli 18 episodi. Forse era un telefilm troppo scomodo per una grande rete generalista come l’ABC? In 24 invece, per ben due stagioni, il presidente degli Stati Uniti era un afro-americano, David Palmer, molto simile ad Obama, tanto che durante la trasmissione della serie passarono gli slogan “Se ti piace Palmer vota per Obama”, decisamente una scelta controcorrente da parte della FOX, considerata da sempre vicina ai repubblicani.
George Bush nel suo discorso di addio ha dichiarato che mai si sarebbe aspettato di vedere un presidente nero, questo nella realtà è successo, segno dei tempi che cambiano, nel mondo della serialità americana ormai non è più una novità. In Italia avremo mai il coraggio di osare così tanto? Riusciremo mai a criticare apertamente l’operato della classe politica anche attraverso lo strumento della fiction, come è successo in America in questi anni in cui Bush è stato al potere? Ed Obama subirà lo stesso trattamento? Questo per il momento non possiamo dirlo, per ora il presidente è stato preso di mira da South Park durante l’episodio About Last Night della dodicesima stagione della serie animata. Obama e John McCain diventano due ladri complici che tentano di rubare un diamante custodito in un museo vicino la Casa Bianca. Ovviamente nell’episodio non mancano la moglie di Obama, Michelle, la governatrice Sarah Palin e il vice presidente Joe Biden. Un’ulteriore conferma che South Park non risparmia proprio nessuno neanche il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.
Il testo della canzone ed anche coloro che partecipano al video:
-Lyrics-
It was a creed written into the founding documents that declared the destiny of a nation.
Yes we can.
It was whispered by slaves and abolitionists as they blazed a trail toward freedom.
Yes we can.
It was sung by immigrants as they struck out from distant shores and pioneers who pushed westward against an unforgiving wilderness.
Yes we can.
It was the call of workers who organized; women who reached for the ballots; a President who chose the moon as our new frontier; and a King who took us to the mountaintop and pointed the way to the Promised Land.
Yes we can to justice and equality.
Yes we can to opportunity and prosperity.
Yes we can heal this nation.
Yes we can repair this world.
Yes we can.
We know the battle ahead will be long, but always remember that no matter what obstacles stand in our way, nothing can stand in the way of the power of millions of voices calling for change.
We have been told we cannot do this by a chorus of cynics...they will only grow louder and more dissonant ........... We've been asked to pause for a reality check. We've been warned against offering the people of this nation false hope.
But in the unlikely story that is America, there has never been anything false about hope.
Now the hopes of the little girl who goes to a crumbling school in Dillon are the same as the dreams of the boy who learns on the streets of LA; we will remember that there is something happening in America; that we are not as divided as our politics suggests; that we are one people; we are one nation; and together, we will begin the next great chapter in the American story with three words that will ring from coast to coast; from sea to shining sea --
Yes. We. Can.
-Guest appearances -
will.i.am - 0:01
Scarlett Johansson - 0:05
Kareem Abdul-Jabbar - 0:21
Common - 0:23
John Legend - 0:32
Bryan Greenberg (guitar) - 0:37
Kate Walsh - 0:44
Tatyana Ali - 0:44
Harold Perrineau, Jr. - 0:49
Aisha Tyler - 1:01
Samuel Page - 1:03
Enrique Murciano - 1:07 "Si, podemos" - 1:17
Maya Rubin - 1:08 "כן אנו יכולים (Qen Annu Yecholim)" (Hebrew)
Esthero - 1:10
Eric Balfour - 1:23
Nicole Scherzinger - 1:30
Taryn Manning - 1:40
Amber Valletta - 1:52
Auden McCaw (in Valetta's arms) - 1:52
Kelly Hu - 1:52
Adam Rodríguez - 1:56 "Sí se puede"
Eric Christian Olsen - 2:02
Sarah Wright - 2:02
Shoshannah Stern (American Sign Language) - 2:05
Ed Kowalczyk (guitar) - 2:19
Fonzworth Bentley (violin) - 2:38
Amaury Nolasco - 3:24
Hill Harper - 3:27
Nick Cannon - 3:36
Herbie Hancock (piano) - 3:41
Johnathon Schaech - 3:45
Austin Nichols - 3:50
Tracee Ellis Ross - 4:00
Fred Goldring (guitar) - 4:03
Anson Mount
Alfonso Ribeiro
Cliff Collins
Vera Farmiga