26 giugno 2012 - Grey's Anatomy: Parla Chyler Leigh
Attenzione: questo approfondimento contiene delle importanti rivelazioni sull’episodio conclusivo dell’ottava stagione di Grey’s Anatomy. Se non lo avete ancora visto e non gradite avere anticipazioni, vi sconsigliamo di proseguire la lettura.
A poche ore - poco più di un mese negli Stati Uniti - dalla morte di Lexie nell’agghiacciante finale di stagione di Grey’s Anatomy, fa ancora male pensare che nulla ha potuto salvare la Piccola Grey, bloccata sotto i rottami di un aereo mentre cercava a fatica di respirare attraverso i denti insanguinati. Ebbene, a tutti coloro rattristati per le sorti di Lexie, la sempre adorabile Chyler Leigh è felice di ricordare che, “Io sono viva”. In questa intervista di TV Guide, la prima da quando ha rilasciato una breve dichiarazione per spiegare i motivi per cui ha deciso di lasciare la serie, Leigh si è aperta sui suoi ultimi momenti sul set, le prospettive per il futuro e il suo contributo a un’organizzazione che sta portando l’acqua agli assetati del mondo.
Chyler! Come stai?
Sto bene. Se tossisco, mi dispiace. Mi sto riprendendo da un po’ di febbre.
Beh, sei più in forma dell’ultima volta che ti abbiamo vista in tv.
[Ride] Sicuramente.

Come prima cosa, è stato molto difficile per noi lasciarti andare, la scena della morte è stata interpretata brillantemente.
Aww. Grazie. Non stavo morendo davvero, però. E’ stata una bella esperienza. Ho ossessionato un sacco di gente.
Parleremo ancora di questo. Nel frattempo, che cos’hai fatto nell’ultimo periodo?
Sono stata presa dalla vita. Sono così grata di poter stare a casa con i miei tre figli - tre bambini belli, complicati e vivaci. Ho così tante esperienze di vita da vivere.
Hai fatto anche un film nel quale, in un primo momento, avrebbe dovuto esserci anche Justin Chambers [Alex].
Esatto, Justin non era disponibile [a causa del suo programma di lavoro in Grey’s Anatomy], ma lo abbiamo girato ugualmente, si chiama Brake, con protagonista Stephen Dorff. Ho interpretato sua moglie. E’ uscito a marzo. Un film incredibilmente piccolo.
Allora, che cosa ti aspetta adesso?
Un paio di cose. Mio marito [l’attore Nathan West] e io stiamo scrivendo delle cose. C’è un progetto musicale in ballo e un libro per bambini sul quale stiamo ragionando. E’ ancora tutto in fase di sviluppo.
Per quale motivo vorresti pubblicare un libro per bambini?
Abbiamo letto dei libri ai nostri figli ogni sera e mio marito è un narratore straordinario. Li ha fatti rotolare dalle risate. Così, abbiamo avuto alcune idee piuttosto profonde su cui lavorare.
Tu e Nathan sarete onorati con il Pioneering Spirit Award da un’organizzazione chiamata Thirst Project. Raccontaci di più.
Thirst Project è un’organizzazione formidabile impegnata contro la crisi idrica. Quasi un miliardo di persone sul nostro pianeta non hanno alcun tipo di accesso all’acqua potabile. 4400 bambini muoiono ogni giorno per malattie causate da acqua contaminata. E l’ottanta percento di tutte le malattie di questo mondo hanno a che fare con l’acqua. Tutto ciò è ridicolo. Mio figlio di 8 anni smetterà di lamentarsi di dover bene un bicchiere d’acqua quando gli avrò mostrato un video. Thirst Project ha costruito dei pozzi in diversi paesi in via di sviluppo in tutto il mondo e ha insegnato alla gente dei villaggi come prendersene cura in modo da avere acqua pulita per sempre. L’acqua potabile è stata portata a oltre 100.000 persone nel mondo in appena quattro anni. Per mio marito e per me metterci solo il nome non bastava, volevamo far parte di questo progetto. Siamo riusciti a finanziare un pozzo in Swaziland il quale sta avendo un grande impatto.
Hai avuto la possibilità di visitare uno di questi paesi in via di sviluppo?
Devo ammettere che è un mio desiderio da quando ho cinque anni. Sembra che ogni volta abbia avuto l’opportunità di farlo sia arrivato un figlio. Ma a settembre andrò in Uganda e, forse, in Swaziland [una piccola nazione dell’Africa del Sud]. E’ tutta un’altra cosa vedere certe realtà da vicino e di persona.

Avete inviato qualcuno dei vostri amici di Grey’s Anatomy al gala in vostro onore?
L’ho fatto, ma la maggior parte di loro sono fuori città. Questo [la pausa estiva] è un momento da dedicare alla famiglia. Sono in un sacco di posti, e ciò è un bene.
Sei ancora in contatto con qualcuno?
Sono poche le persone che ho ritrovato fuori, ovviamente senza offesa per nessuno. Ho scambiato degli SMS con Sara [Ramirez], Chandra [Wilson] e Sarah Drew. Devo un messaggio anche a Jessica [Capshaw].
I fan avevano investito molto in Lexie e Mark [Eric Dane] come coppia, ed erano così devastati dalla sua morte che alcuni hanno espresso il desiderio di veder morire Mark, in modo che possa ricongiungersi a lei nella vita ultraterrena. Quali sono le tue sensazioni al riguardo?
Il continuo tira e molla tra i due è stato molto energico e penso realistico. Quando si tratta della morte non si sa il giorno o l’ora. C’è un grande significato in questo. Per quanto riguarda il loro rapporto, erano per certi versi molto inesperti. Come Rachel e Ross [di Friends]. E’ così difficile mettere un perno in qualcosa che è andato storto e capire come potrebbe andare meglio. Mi chiedi se Mark riuscirà a superarlo? Assolutamente. Lui farà molti passi avanti. Questo è esattamente quello che fa Mark Sloane. Ma inizialmente spero sia un po’ devastato.
Pensi che Mark fosse l’amore della vita di Lexie?
Lo penso. Lei ha imparato così tanto da lui su se stessa e la vita in generale. Penso che potrebbe esserci stato lo zampino del destinati dietro ciò.
Vuoi dire qualcosa a chi valuterà la tua scena per una nomination all’Emmy?
Non voglio influenzare nessuno. E non saprei come poter essere utile. Lascio che sia Lexie a farlo.
E’ stato difficile girarla? Avevi mai fatto qualcosa di simile in un film prima d’ora?
No, non sono mai morta prima d’ora. Sembra strano da dire come cosa. Penso che ognuno abbia in sé una sorgente emotiva ed è stato un momento in cui mi sono gettata dentro.
Faceva freddo durante le riprese?
Sì, molto freddo. Ci trovavamo a Big Bear e a un certo punto ha nevicato. Poi ha piovuto, è uscito il sole e l’aria si è riscaldata.
Qualcuno del cast ti è stato particolarmente vicino durante le riprese?
Sono stati tutti molto accomodanti - il cast, la crew. E ho scelto di restare lì sotto [al relitto] per la maggior parte dei due giorni, piuttosto che cercare di entrare e uscire.
Dopo questo, ti senti pronta per cominciare subito un’altra serie?
In realtà non so bene quello che voglio fare. Mi ha sempre stuzzicato l’idea di fare una sitcom. Ho fatto That ‘80s Show per qualche tempo ed è stata un’esperienza bellissima. Penso che fare una comedy sarebbe un bene per un po’. Ma in questo momento mi sto prendendo semplicemente una pausa da tutto. Viviamo a Orange County, perciò è bello non dover guidare avanti e indietro da Los Angeles.
Per concludere, di tutte le straordinarie scene e storie di Lexie, di quale sei più orgogliosa?
Ironia della sorte, credo sia la sua morte. Per me è stata davvero un’opportunità per tornare alle origini del personaggio e ripercorrerlo fino alla fine. C’è qualcosa di molto amaro in questo. Mi ha fatto piacere poter essere lì per il momento della sua dipartita. Non so se sia morboso oppure no, ma è così che mi sento.

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