The West Wing (5a Stagione) Dal 28 giugno su Fox
#61
Inviato 27 February 2006 - 12:21 PM
#62
Inviato 01 March 2006 - 03:06 PM
Se mai dovesse uscire in italiano (un po' l'inglese lo mastico... ma WW in inglese proprio non ce la faccio!
Ci sono molte buone ragioni possibili.
Potreste appena aver installato l’aria
condizionata e non aver nessuna voglia di
uscire di casa (per andare dove,
poi: in un’arena affollata
di zanzare a vedere un film
che era troppo brutto per vederlo
d’inverno in un vero cinema?).
Potreste essere convalescenti
(gira una
brutta bronchite – le
stagioni non son più quelle
d’una volta) e troppo deboli per leggere
e nulla alla tele da guardare. Potreste
averne visto un paio di puntate un paio di
sere in cui Mediaset si è decisa a trasmetterle,
e aver sviluppato una dipendenza.
Potrebbe piacervi l’epica della politica, e
siccome siete degli orginaloni potreste ritenere
che in materia Follini non fornisca
soddisfazioni sufficienti. Ci sono molte ragioni
per cui potreste ritrovarvi davanti al
televisore con il primo dei dvd del cofanetto
di “West wing” in modalità play, ma
tutte conducono allo stesso rischio: cominciare
e non staccarsene più, bruciando
troppo in fretta le 89 sterline e 87
penny (listino di Amazon inglese, cui vanno
aggiunte le spese di spedizione) spese
per il cofanetto che contiene le prime tre
stagioni. Speravate vi intrattenesse l’estate
intera, e invece no. Invece ve le sparate
quasi tutte in una sera, fino all’ora mannara
in cui strisciate verso il letto, e quelle
che sono rimaste le guardate la mattina
dopo, dopo esservi dati malati al lavoro,
prendendovi anche la briga di mettere in
pausa ogni tanto e andare a prendere il
vocabolario, perché non è che tutti quei
termini tecnici vi siano tanto chiari in italiano,
figuriamoci in inglese. Eppure, nonostante
le interruzioni, riuscite anche a
commuovervi, e a capire – dopo anni di
inutili lezioni di catechismo e corsi preparatori
per la comunione, la cresima, il
matrimonio – a capire cosa sia un disegno
più grande: uno in cui perfino i Dire
Straits hanno un senso.
Perché Aaron Sorkin è un genio
Aaron Sorkin è un genio. Non solo perché
è un gran figo, perché sta con Maureen
Dowd, perché dice che la sua unica
speranza quando gli chiedono di scrivere
qualcosa è che quel qualcosa non venga
mai messo in produzione e lui non ci debba
davvero lavorare. Non solo perché ha
scritto “Codice d’onore” e “Il presidente -
Una storia d’amore” e perché da “West
wing” alla fine l’hanno licenziato perché
si aggirava per il set in ritardo con la crisi
da deadline e loro senza copione non
potevano girare e d’altra parte lui lo dice
che quando deve scrivere una cosa ci pensa
sei mesi e poi la scrive in tre giorni e il
fatto che poi quel che ne viene fuori sia
una strabiliante opera di genio dà una
speranza a tutti noi cialtroni che ci mettiamo
a lavorare solo e sempre a scadenza
già scaduta. Aaron Sorkin è un genio
per “Isacco e Ismaele”, la puntata che c’è
all’inizio del cofanetto della terza stagione,
quella che interrompe il filo della narrazione
perché fu scritta subito dopo l’11
settembre, quella che “i fondamentalisti
islamici stanno all’islam come il Ku Klux
Klan sta ai cristiani”. Aaron Sorkin è un
genio per “On the day before”, la puntata
cui noi che scriviamo stronzate guardiamo
con terrore, quella in cui la giornalista
mondana mandata alla Casa Bianca per
coprire una cena coi premi Nobel si ritrova
con due studenti americani uccisi a
Gerusalemme, e fa l’errore di dire in diretta
che la portavoce non ha reso noti i
nomi degli studenti probabilmente perché
le sono sfuggiti, “era troppo impegnata
a cambiarsi d’abito”, e al briefing successivo
quella le chiede che maggioranza
ci vuole per annullare un veto presidenziale,
e quanti deputati fanno i due terzi
del Congresso, e la poverina fa scena muta
e quando va a lamentarsi si sente dire
“un’altra parola e tutte le tv tranne la tua
avranno un’intervista col presidente”, e
verrà il giorno in cui troveremo chi ci farà
pagare la nostra incompetenza, magari
senza piano sequenza. Ci sarebbe molto
altro da dire, raccontare quel finale della
seconda stagione, quei sei minuti con le
voci sullo sfondo e “Brothers in arms” come
sonoro portante e Bartlet che vede il
fantasma della segretaria appena morta,
sta per annunciare al paese che non si ricandiderà
e lei come quand’erano ragazzini
gli dice “se è una tua scelta la rispetto,
ma se non lo fai perché hai paura, beh,
Jed, allora io non voglio neppure conoscerti”,
e quando arriva alla conferenza
stampa fradicio di pioggia e senza essersi
fatto sistemare le luci o il cerone e gli
chiedono se si ricandida, lui si mette le
mani in tasca e sorride come lei da piccoli
gli diceva facesse quando aveva preso
una decisione, e Leo che lo conosce dà
una gomitata al suo vice e gli dice “Guarda
un po’ qui”, e la puntata finisce senza
che serva una risposta, solo col lamento
della chitarra di “Brothers in arms” che
scema, e voi spegnete, non sparatevele
tutte in una sera, che la stagione è ancora
lunga, e deserta di capolavori.
Guia Soncini
Piu' sei giu' e piu' sono belle le cose che ti possono capitare.
Pensate un po', mi sto divertendo un mondo e non me ne rendo conto. (Ally McBeal)
#63
Inviato 02 March 2006 - 11:30 AM
#64
Inviato 02 March 2006 - 02:33 PM
J.Liman, su Mar 2 2006, 11:30, detto:
E allora eccoti il seguito dell'articolo pubblicato il giorno dopo....
In questa storia ci sono due uomini. Uno
è quello che ha avuto la (s)ventura di venirmi
a prendere in ufficio la sera del giorno
in cui Amazon ha recapitato il cofanetto
di “West wing”, e poi di parcheggiare
lontano dal ristorante. Naturalmente io
non avrei mai lasciato le mie 89
sterline e spicci più spese di spedizione
in un parcheggio incustodito,
e naturalmente non si lascia
che una signora si trascini
un cofanetto tre stagioni.
Ora che sono diventata
tossica – cioè, in realtà io non sono tossica,
è vero, mi faccio una puntata appena sveglia
e una subito prima di andare a dormire
e un altro paio nel mezzo, è vero, disdico
appuntamenti e stacco il telefono e qualunque
cosa mi venga proposta rispondo
“ho da vedere West wing”, ma non sono
tossica: smetto quando voglio – ora il tizio
sorride con una certa soddisfazione e borbotta:
“Almeno è valsa la pena, trascinarsi
quel moloch per mezza città”. Il secondo
uomo è un signore che frequenta i mobili
di casa mia – cioè, ultimamente quasi solo
il divano, ma questa è una storia lunga e
non ho tempo di raccontarvela, ho ancora
due puntate da vedere prima di pranzo. Il
signore in questione l’altra sera ha scosso
la testa incredulo quando io, dopo avergli
parlato della puntata in cui Bartlet annuncia
che si ricandiderà – quella di “Brothers
in arms”, ve ne ho parlato ieri, avete conservato
il ritaglio o serve che mi ripeta? –
ho iniziato a raccontargli la complicatissima
e doppia puntata di apertura della terza
serie, tutt’un avanti e indietro temporale
fra le reazioni al riannuncio alla candidatura
e il comizio di apertura della campagna
elettorale. Era incredulo perché
non stavo tenendo in alcun cale la frase
con cui aveva appena tentato di zittirmi.
“C’è solo una cosa che sopporto meno di
quando mi costringi a guardare i telefilm,
ed è quando racconti i telefilm”.
(C’è un terzo uomo, in questa storia, ed è
quello che l’altra sera, quando tutti avevano
digerito e il ristorante aveva abbassato
le luci e gli sbadigli erano numericamente
superiori alle punchline e insomma era
proprio ora di andare a letto, ecco, il terzo
uomo è che quello che a quel punto, quando
mi si sono illuminati gli occhioni e ho
detto sognante “ma io non ho sonno, allora
quando arrivo a casa potrei vedere un’altra
puntata…”, è quello che a quel punto
ha assunto un tono da vecchio zio e ha detto:
“Guarda che poi finiscono”. E aveva ragione.
Voglio dire, delle ventidue puntate
della terza serie ne ho già viste quattordici,
devo cominciare il décalage, mi hanno
detto che con le droghe pesanti si fa così,
non puoi smettere di botto, specie se non
hai metadone a portata di mano, e qui succedanei
non mi pare ce ne siano, voglio dire,
cosa posso usare per superare le crisi
d’astinenza: dei vhs di “Orgoglio”?)
Il problema del sogno americano
Potrei parlarvi dell’ex fidanzata di Sam
(ovvero quello che scrive i discorsi, ovvero
Rob Lowe) che deve fare un ritratto dello
speechwriter del presidente per Vanity
Fair e la sera del discorso dello Stato dell’Unione
piomba lì e come sa fare l’imbarazzato
Rob Lowe nessuno, e lo struggimento
che ti coglie al pensiero che al prossimo
cofanetto non ci sarà, perché ha mollato
la serie e se ne vanno sempre i migliori
(pazienza se poi Rob nella vita ha dato il
suo appoggio a Schwarzenegger, pazienza
se è un assurdo casistico ovvero l’unico repubblicano
figo che si sia mai visto). Potrei
parlarvi di Josh che finalmente ha una
specie di flirt, con una cui dice che deve
aver saltato un anno a scuola perché tutti
sanno cosa fare quando capisci che ti piace
una ma lui no, e gli uomini goffi nelle
sceneggiature americane sono adorabili
almeno quanto nella realtà di quartiere sono
insostenibili. Potrei parlarvi di Martin
Sheen, sono due giorni che tento di farlo e
poi finisco per dilungarmi su altro, di Martin
Sheen, che quando Aaron Sorkin lo fece
chiamare per chiedergli se voleva essere
il presidente Bartlet, continuava a dire
“Ti ricordi di me, abbiamo lavorato insieme…”,
e Sorkin “Sì, se è per questo mi ricordo
anche di te in ‘Apocalypse now’”, e
Sheen “Ti ricordi, Martin Sheen, ero A.J.
nel ‘Presidente’”, e Sorkin disperato “Martin,
so chi sei, lo so io e lo sa chiunque nel
mondo occidentale”… Ma non posso, perché
devo vedere altre nove puntate, e prima
di farlo devo rivedere solo un attimo
quella in cui si litiga sull’abolizione della
tassa di successione, e a spingere per l’abolizione
sono gli afroamericani, perché la
prima generazione di milionari neri sta
morendo, e qualcuno obietta che è ridicolo,
a beneficiarne saranno in pochissimi,
riguarda poche centinaia di neri, ed è allora
che Bartlet dice: “Ma tutti gli altri pensano
che prima o poi potrebbe riguardare
loro. E’ questo il problema, col sogno americano:
passi il tempo a preoccuparti di
quando sarai ricco”, e sento che devo rivederlo
subito. Poi smetto, promesso.
Guia Soncini
Piu' sei giu' e piu' sono belle le cose che ti possono capitare.
Pensate un po', mi sto divertendo un mondo e non me ne rendo conto. (Ally McBeal)
#65
Inviato 03 March 2006 - 12:37 PM
mai avrei pensato che la politica commuovesse anche!
#66
Inviato 03 March 2006 - 02:25 PM

La sfiga di perseguita? Ti aspetti una cosa positiva e invece ti becchi l'ennesima mazzata tra i denti?
Entra anche tu nel club degli allievi scelti di Pollyanna!!!
Nella condizione umana c'è una verità: che tutti gli uomini mentono...
La sola variabile è su che mentono... [House]
L’uomo ragionevole si adatta al mondo, e quello irragionevole si ostina
nel voler adattare il mondo a sè stesso. Pertanto, qualunque progresso
dipende dagli uomini irragionevoli [George Bernard Shaw].

#67
Inviato 04 March 2006 - 11:13 AM
Seiya, su Mar 3 2006, 14:25, detto:
Vista la considerazione riguardo questo tf in Italia, e il mio ottimismo strepitoso
Piu' sei giu' e piu' sono belle le cose che ti possono capitare.
Pensate un po', mi sto divertendo un mondo e non me ne rendo conto. (Ally McBeal)
#68
Inviato 04 March 2006 - 11:18 AM
guiding64, su Mar 4 2006, 11:13, detto:

La sfiga di perseguita? Ti aspetti una cosa positiva e invece ti becchi l'ennesima mazzata tra i denti?
Entra anche tu nel club degli allievi scelti di Pollyanna!!!
Nella condizione umana c'è una verità: che tutti gli uomini mentono...
La sola variabile è su che mentono... [House]
L’uomo ragionevole si adatta al mondo, e quello irragionevole si ostina
nel voler adattare il mondo a sè stesso. Pertanto, qualunque progresso
dipende dagli uomini irragionevoli [George Bernard Shaw].

#69
Inviato 06 March 2006 - 11:58 AM
#70
Inviato 06 March 2006 - 04:01 PM
J.Liman, su Mar 6 2006, 11:58, detto:
Sarebbe S T R E P I T O S O!!!!!!!!!!!
Piu' sei giu' e piu' sono belle le cose che ti possono capitare.
Pensate un po', mi sto divertendo un mondo e non me ne rendo conto. (Ally McBeal)
#72
Inviato 29 March 2006 - 10:19 AM
#73
Inviato 06 April 2006 - 10:50 PM
Ah dimenticavo! io avrei scaricato da internet 21 puntate tra 1 e 2 serie....se siete interesssati.....(secondo me ne ho anche meno di voi)
#74
Inviato 27 April 2006 - 04:23 PM
Paolino80, su Apr 6 2006, 22:50, detto:
Ah dimenticavo! io avrei scaricato da internet 21 puntate tra 1 e 2 serie....se siete interesssati.....(secondo me ne ho anche meno di voi)
#75
Inviato 28 April 2006 - 10:52 AM
#76
Inviato 16 May 2006 - 05:05 PM
Dopo sette stagioni si chiude il sipario su West Wing, la serie televisiva americana in cui si raccontano le avventure del presidente americano Jed Bartlett, interpretato da Martin Sheen, e di tutto il suo staff che alloggia per l'appunto nell'ala sinistra della Casa Bianca.
West Wing ha avuto un enorme successo, tanto da vincere un totale di 24 Emmys nelle sue sette stagioni di successi televisivi

#78
Inviato 17 May 2006 - 10:33 AM
#79
Inviato 17 May 2006 - 11:00 AM
J.Liman, su May 17 2006, 10:33, detto:
piu' o meno penso proprio di si!
Piu' sei giu' e piu' sono belle le cose che ti possono capitare.
Pensate un po', mi sto divertendo un mondo e non me ne rendo conto. (Ally McBeal)
#80
Inviato 17 May 2006 - 12:51 PM

La sfiga di perseguita? Ti aspetti una cosa positiva e invece ti becchi l'ennesima mazzata tra i denti?
Entra anche tu nel club degli allievi scelti di Pollyanna!!!
Nella condizione umana c'è una verità: che tutti gli uomini mentono...
La sola variabile è su che mentono... [House]
L’uomo ragionevole si adatta al mondo, e quello irragionevole si ostina
nel voler adattare il mondo a sè stesso. Pertanto, qualunque progresso
dipende dagli uomini irragionevoli [George Bernard Shaw].


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