articolo inserito da Serial TV  -  fonte: Grilpower: TV Blog

William Peterson
TV Sorrisi e Canzoni, questa settimana, pubblica una lunga intervista a William Petersen (gallery), ovvero il Gil Grissom di «CSI: Scena del crimine». Proprio mentre in Italia partono le nuove stagioni del telefilm (la settima, in chiaro, su Italia 1; l’ottava sul canale satellitare Fox Crime) negli Stati Uniti il cast è tornato sul set, dopo il lungo sciopero degli autori. «Sono gli sceneggiatori il vero segreto del successo di questo serial che dura da otto anni» esordisce l’attore. «Riescono sempre a tirare fuori qualcosa di fresco e originale. Venendo dal teatro, mi piace tornare sullo stesso ruolo e Grissom è uno dei migliori personaggi che un attore possa desiderare».

Un anno fa lei ha lasciato «CSI» per poi ritornare. Cosa è successo esattamente?
«Volevo tornare in teatro, dove sono cresciuto. Dopo sette anni di “CSI” temevo di aver perso la sensibilità teatrale. A Grissom abbiamo dato due mesi sabbatici. Succede spesso negli Stati Uniti. Così mi è stata data la possibilità di tornare in palcoscenico. Mi ha fatto molto bene, come una boccata di ossigeno in alta quota. Ho recitato in una commedia irlandese, “Canto di Natale a Dublino”, sul palcoscenico di un teatro di Providence, la capitale di Rhode Island. È la stessa città dove Grissom, nella finzione del telefilm, è andato a insegnare criminologia. In questo modo abbiamo giustificato la mia temporanea uscita di scena. A volte, di giorno, passeggiando nel campus della Brown University, facevo finta di essere ancora Grissom. Così poi non è stato difficile ritornare nei panni del mio personaggio». 

Il fenomenale successo di «CSI» ha ispirato molti giovani a studiare criminologia e anatomopatologia. Che cosa ne pensa?
«Che è fantastico. Molte università hanno aggiunto corsi di patologia forense nel loro piano di studi e molti licei hanno aumentato le ore di scienze. Mia moglie insegnava biologia in un liceo di Chicago durante il secondo anno di “CSI” e già allora, se i suoi studenti facevano i bravi, permetteva loro di vedere il telefilm in classe. Mi chiamarono come ospite e portai con me un po’ di “attrezzi del mestiere”. Fu un successone. Grazie a “CSI” ora è di moda studiare scienze al liceo».

Nella nuova stagione ci saranno sviluppi clamorosi?
«Di solito, quando una serie arriva all’ottavo anno, ci si aspetta la solita pappa. Invece la tensione e le sceneggiature si sono mantenute su livelli straordinari. Abbiamo girato 11 episodi prima dello sciopero. Nel sesto ci incrociamo con il telefilm “Senza traccia”. L’agente Jack Malone (Anthony LaPaglia) arriva a Las Vegas per cercare una persona scomparsa. L’indagine si conclude a New York. in un episodio di “Senza traccia”. Spero che in Italia riescano a mandare in onda le due puntate nella stessa settimana».

Sono previste anche novità sentimentali, vero?
«Sì, ma non saranno buone. Sara Sidle (Jorja Fox) lascia la Scientifica di Las Vegas ponendo fine anche alla storia d’amore con Grissom. Che i due avessero una relazione si è scoperto soltanto alla fine della sesta stagione. L’avevano sempre tenuta nascosta per evitare di rovinare l’armonia della squadra e le loro stesse carriere. Del resto erano single, quindi non facevano male a nessuno. È stato un interessante studio su come può svolgersi una relazione su un posto di lavoro tanto delicato. Anche in questo caso gli sceneggiatori hanno fatto un ottimo lavoro. Nel corso degli anni, pur mantenendo il segreto, hanno fatto intuire allo spettatore che tra i due personaggi ci fosse un’intesa speciale».

Sara muore? Oppure sparisce? Ritornerà tra le braccia di Grissom?
«Conosci le regole, amico» scherza. «Se te lo dicessi non potresti uscire vivo da questa stanza».

(fonte: TV Sorrisi e Canzoni


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