articolo inserito da Serial TV  -  fonte: TG COM

I lavoratori di Incantesimo lanciano un appello per sapere del loro futuro e si rivolgono al sindaco di Roma, Walter Veltroni e al presidente della regione Lazio Piero Marrazzo, perché facciano di tutto per difendere la produzione. A luglio il caso della ipotizzata chiusura della 10/a stagione della soap Rai era arrivato anche sulle pagine del New York Times. Il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà è ottimista: ''Sia il direttore generale sia il vice direttore generale sono orientati verso una risoluzione della vicenda. Abbiamo la volontà di trovare una quadratura dei conti. L'orientamento non è contro''.

Molti politici di governo e di opposizione, oltre ai sindacati, si schierarono allora accanto ai lavoratori della soap, prodotta dalla Dpa di Maurizio De Angelis per Rai Fiction. ''A oggi - è scritto nell'appello dei lavoratori della soap - nessuno ha ritenuto la questione Incantesimo così impellente da portarla in consiglio d'amministrazione (ad eccezione di un paio di eroici sostenitori che sono rimasti inascoltati). Questa lettera è rivolta a tutti i politici che alla fine di luglio sono scesi in campo sia da destra che da sinistra per rivolgere un appello alla Rai: non chiudete Incantesimo!''.

La soap, viene ricordato, è un'importante risorsa produttiva per il Lazio; è uno dei pochi format italiani anche venduti e programmati all'estero; in termini di ascolto ha raggiunto l'obiettivo di rete assestandosi sul 16% di share, nonostante in tre mesi da Maggio a Luglio Raiuno abbia cambiato l'orario della messa in onda 31 volte e per due giorni ha fatto saltare la messa in onda sballando tutta la struttura narrativa del prodotto.

I lavoratori di Incantesimo, ricordano l'appoggio del direttore di Rai Fiction Agostino Saccà e a proposito dei costi spiegano che ''tutto Incantesimo, tutta la programmazione quotidiana della soap costerebbe quanto quattro film americani e due partite di Champions League, facendo lavorare tante persone, formando giovani ad un mestiere, incrementando l'indotto regionale''.