articolo inserito da Serial TV  -  fonte: Corriere della Sera

«Il Commissario Rex» trasloca a Roma. Il celebre cane poliziotto austriaco, protagonista da oltre dieci anni del seguitissimo telefilm storicamente ambientato a Vienna, sarà al centro di una coproduzione austro-italiana (l'austriaca Beta Film e l'italiana Leader Productions per Raifiction), con 8 episodi in quattro puntate, in onda su Raiuno nella prossima stagione. Ad affiancare l'investigatore a quattro zampe, Kaspar Capparoni, con un cast internazionale: tra gli altri, Denise Zich, Pilar Abella, Remo Girone, Jun Ichikawa, Fritz Karl e Martin Weinek, lo storico assistente del commissario nell'originale edizione austriaca. La regia è di Marco Serafini che, a dispetto del cognome, è lussemburghese con una lunga militanza in fiction e tv movie di lingua tedesca.

Spiega l'operazione Ferdinand Dohna della Beta Film, produttore della serie austriaca: «C'era bisogno di aria nuova. La prima edizione del telefilm risale al '94. Sedici anni di successi, ma proprio per questo era necessario dare un impulso diverso alla storia, che altrimenti rischiava di diventare stantia. E siccome la Rai e il pubblico italiano sono sempre stati entusiasti del prodotto, è nata l'idea del trasferimento, anche per farne un format più internazionale». Occorreva però un pretesto narrativo. Rex, rimasto senza padrone, è stato messo in pensione e affidato a un canile. Ma il simpatico pastore tedesco non vuole saperne di fare il pensionato e, da autentico professionista anti-crimine, scappa dal canile, per darsi presente in commissariato e tornare a lavorare. Qui incontra il commissario italiano Lorenzo Fabbri (Capparoni), venuto a Vienna per indagare, in collaborazione con la polizia locale, su un doppio omicidio: un cittadino austriaco è stato trovato morto a Roma, ucciso dalla stessa arma con cui un suo connazionale è stato assassinato a Vienna.

Tra Rex e Lorenzo è amore a prima vista e, quando le indagini si spostano di nuovo in Italia, il commissario porta con sé il cane. Occhi celesti, capelli biondi e una mamma altoatesina: Capparoni, perfettamente bilingue, è stato scelto anche per il suo aspetto poco mediterraneo. Dice: «Il fatto di conoscere il tedesco e di avere una fisicità più mitteleuropea, ha significato un passaggio più indolore da una serie all'altra». Inoltre, Kaspar adora i cani: «Ho tre pastori tedeschi bianchi, quindi una certa dimestichezza a trattare con questo genere di animali». Ma se gli si chiede se abbia mai recitato con un cane, non rinuncia a manifestare un'ironica incertezza: «La domanda si presta a qualche battutaccia nei confronti di colleghi non troppo professionali... ma diciamo di sì: è la prima volta che recito con un attore a quattro zampe e, francamente, noi del mestiere cerchiamo sempre di evitare di avere, per compagni di scena, i cani o i bambini, perché sono ovviamente più istintivi e soprattutto calamitano l'attenzione dello spettatore. Per quanto mi riguarda, scelgo di non mettermi in competizione». «Il segreto è trovare il punto di coesione: con Rex, sin dal primo ciak, abbiamo raggiunto un feeling che funziona».

Rex, che nella realtà si chiama Henry e non è austriaco bensì americano, svolge scrupolosamente il suo compito, accompagnato dalla sua padrona-addestratrice: assicurato per un milione di euro è un'autentica star, che si muove con disinvoltura sul set, in questi giorni nei dintorni di Roma. Ciò che i telespettatori non vedono e non sentono, sono gli ordini che dietro le quinte la padrona impartisce al cane, per fargli recitare il suo ruolo da protagonista. Interviene Weinek: «Rex è ormai diventato un'icona, che funziona a Vienna, a Roma, come a Bangkok. L'importante è stabilire un rapporto saldo tra lui e il commissario, in questo caso italiano». Cambia lo scenario e cambia anche lo stile. Spiega Capparoni: «Mi sono riguardato tutte le precedenti puntate e ho cercato di imprimere un carattere più personale: punto soprattutto sull'ironia, per smussare gli angoli teutonici della serie originale». Il Colosseo, piazza di Spagna, i Castelli romani, piazza Navona, San Pietro: queste le «cartoline» in cui si svolgeranno le nuove avventure. Ma non si rischia di disorientare il pubblico degli affezionati? È ottimista Dohna: «Per gli spettatori italiani, era bello vedere i monumenti viennesi. Per quelli austriaci e non solo, visto che il telefilm è venduto in tutt'Europa, sarà bello il contrario». Conclude Raffaello Monteverde, il produttore italiano della Leader: «È un modo anche per promuovere le nostre bellezze all'estero».