articolo inserito da Serial TV  -  fonte: La Stampa

C'era una volta la guerra televisiva, tra le reti pubbliche e private. Ora in Italia c'è soprattutto la guerra civile dei palazzi della televisione. Si combatte persino per fiction, ma non per scherzo. I telefilm americani di maggior successo fanno esplodere episodi di guerriglia senza precedenti, come la polemica frontale, che si svolge peraltro sulle pagine del «Giornale» berlusconiano, tra il responsabile della fiction Rai Agostino Saccà e il direttore di Raidue Antonio Marano. Una tensione al limite dell'esplosione, con le minacciate dimissioni del direttore di Italia 1, si è creata nel palazzaccio Mediaset di Cologno Monzese intorno ai destini di Dr.House. Il perdurante successo del telefilm sta creando non pochi problemi ai «cugini maggiori» di Canale 5, che a questo punto, per bocca del nuovo direttore Massimo Donelli, reclamano gran voce di togliere Dr.House dalla contrapposizione con Scherzi a parte e addirittura di espropriarlo alla rete giovanile. E' anche una guerra intestina che vede in scena potentati storici come quello di Fatma Ruffini e mette in questione la stessa leadership di Pier Silvio Berlusconi, che si è schierato a favore della deportazione su Canale 5 di «Dr.House». Già questa settimana i fan del telefilm potrebbero avere la sorpresa di veder cambiare la collocazione.

Ma non è l'unica questione dolente per il direttore «a fumetti» di Italia 1 (Tiraboschi è un cultore di Tex Willer nonché romanziere fantasy in proprio nel tempo libero). Italia 1 ha anche sempre l'assillo aziendale di dover puntare su qualche gioco di scarso impatto nel cosiddetto «access prime-time», come è il caso adesso di Azzardo, mentre contro-programmerebbe volentieri, e più logicamente, con un bel telefilm americano o qualche cartoon cattivo genere Simpson o Griffin. Ma il clima di guerra civile televisiva si arricchisce ogni giorno di nuovi episodi anche sul fronte dell'informazione: ieri una trasferta a Baltimora per motivi personali del direttore del Tg5 Carlo Rossella è stata letta dal solito Dagospia come il segnale dell'imminente nomina di Clemente J. Mimun alla guida del primo telegiornale berlusconiano. L'indiscrezione di un cambio alle porte, del resto, era stata rilanciata su Internet proprio dal sito Mediaset di Striscia la notizia, e si sa peraltro che tra Mimun e Antonio Ricci ci siano rapporti più che cordiali.

Carlo Rossella, da par suo, si è sottoposto al fuoco di fila delle domande di Daria Bignardi, l'altra sera alle Invasioni barbariche, chiacchierando amabilmente delle voci sulla sua destituzione in favore di Mimun, «sono registrate persino sulle segreterie telefoniche», e dichiarandosi testualmente «disponibile a qualunque richiesta di Berlusconi», anche se fosse quella di andare a guidare il piccolo Tg4. La dichiarazione barbarica di Rossella non sarà come una lettera di Veronica, ma è davvero un'uscita senza precedenti, questa della chiacchiera salottiera snob, su La 7, a proposito delle poltrone che contano di più in casa Berlusconi.


Dr. HOUSE - Medical division (8a Stagion...
Dr. House (8a Stagione)
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