articolo inserito da Serial TV

Un altro classico della Tv si appresta a sbarcare in dvd grazie a Yamato Video, società leader in Italia nella distribuzione di cartoni animati giapponesi e anche di immortali cult live-action come “Belfagor”, “Il prigioniero”, “Guerre fra galassie” e “Attenti a quei due”. Autentiche perle della serialità televisiva d’altri tempi.

In anni in cui trionfano serial americani di grande successo come “LOST” (2004) e “Jericho”(2006), fa un certo effetto scoprire il ritorno di un telefilm inglese che ha entusiasmato ed emozionato pubblico e critica: stiamo parlando di “I sopravvissuti” (Survivors), il serial in tre stagioni prodotto negli anni ’70 dalla BBC.
39 episodi di grande impatto visivo (nonostante i trent’anni dalla prima messa in onda) in cui si risponde al più inquietante degli interrogativi: “e se la fine del mondo fosse vicina e inaspettata?”.

La Fine del Mondo in “I Sopravvissuti” ha la forma inquietante e drammaticamente attuale di una pandemia, un virus genetico che uccide il 95 per cento della popolazione terrestre, senza esclusione di razze, paesi progrediti o meno. Tutti, indistintamente, soccombono al proliferare di questo invisibile assassino. Tranne alcuni pochi fortunati che decidono di rifondare una comunità tra sopravvissuti e vivere in un mondo nuovo e desolatamente vuoto. Ora che la fine della civiltà è un dato incontrovertibile, questi superstiti devono vedersela con il proliferare del morbo (che nessuno, ovvio, ha debellato) ma anche con i loro stessi simili, dal momento che non manca chi desidera trarre profitto e potere da questa tragedia. Così come, sul versante opposto, non manca chi per timore decide di isolarsi totalmente dagli altri.
In questo clima apocalittico trovano posto personaggi come Greg Preston (l’attore Ian McCulloch), di ritorno da un viaggio all’estero, il quale ha perso la moglie; come la casalinga Abby Grant (Carolyn Seymour) che fugge via da una Londra impazzita o come l’infermiera Jenny Richards (Lucy Fleming) che aiuta gli altri due, incontrati nella casualità di questa tragedia, a ritrovare il figlio di Abby. A loro si aggiungeranno altri uomini e donne. Tutti in viaggio per fuggire la morte e ritrovare la vita.

La serie prodotta nel 1975 dalla BBC è stata creata da Terry Nation, uno scrittore che aveva servito – televisivamente parlando – diverse commedie, per dedicarsi alla sua passione per la science fiction e arrivare a collaborare al celebre “Blake’s 7”. Terry Nation era conosciuto nell’ambiente soprattutto come strepitoso story editor, uno innamorato dell’azione più che delle troppe parole. Un abbozzo della serie lo aveva proposto nel 1973 ad Andy Osborne, a capo delle serie BBC, che subito colpito dall’idea di Nation diede l’OK per la realizzazione.
“I sopravvissuti” si segnala come un telefilm ricco di tematiche affrontate, vedi anche: il pericolo degli esperimenti genetici, la caduta del mondo civilizzato, la sconfitta del progresso, il ritorno dell’uomo a contatto con la natura e con una dimensione di vita primordiale. Se la prima stagione di 13 episodi (andata in onda dal 16 aprile al 16 luglio 1975) è tutta incentrata sul senso della perdita e sul disperato bisogno dei superstiti di rifondare una comunità, il secondo ciclo (altri 13 episodi trasmessi dal 31 marzo al 23 giugno 1976) approfondisce il problema della sopravvivenza e del vivere insieme in mezzo a tanti problemi e pericoli.
La terza stagione, quella conclusiva, viene trasmessa in Inghilterra tra il 16 marzo e l’8 giugno 1977, in soli dodici episodi. All’interno di questo ciclo si segnala l’episodio intitolato “Mad Dog”, uno dei più amati dai fan (scritto dal veterano Don Shaw e diretto da Tristan De Vere Cole).
Esclusive e indimenticabili le location del telefilm, tra cui il castello di Hampton Court, oggi meta turistica dei fan della serie (più che per i suoi trascorsi storici).