articolo inserito da Serial TV  -  fonte: Sorrisi e Canzoni TV

"Se Charles Dickens fosse vivo scriverebbe miniserie televisive". Ne è convinto Stephen King, il popolare scrittore americano che negli ultimi anni, tra un bestseller e l'altro, ha trovato il tempo per creare alcune delle miniserie più amate dal pubblico americano ("La tempesta del secolo", "Rose Red"). Il 4 marzo ha debuttato sulla ABC la sua ultima fatica televisiva, "Kingdom Hospital", un telefilm in tredici episodi che King ha tratto da "Riget", una miniserie diretta dieci anni fa dal regista danese Lars Von Trier. Il primo episodio, in parte ispirato allo scrittore dall'incidente automobilistico che nel 1999 fece temere per la sua vita, è stato seguito da più di sedici milioni di americani, un ottimo risultato che è servito a compensare la pessima accoglienza riservata al telefilm dai critici americani, per niente impressionati dalle bizzarre vicende di medici e pazienti di un ospedale del New England infestato dai fantasmi. "Se non altro Twin Peaks, all'inizio, era affascinante" scrive il Washington Post mentre USA Today titola "La prognosi per Kingdom Hospital è sfavorevole"; perplesso anche il critico del New York Times, convinto che "Kingdom Hospital" piacerà solo ai fan di King, gli unici che avranno la pazienza di arrivare alla fine visto che, e lo scrive Variety, "dopo le prime due ore si capisce ancora molto poco della trama".


Kingdom Hospital
Film Stephen King